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Il comunicato del CSSTO - Associazione per il Parco Culturale di Camaiano

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Il comunicato del CSSTO

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Il comunicato del CSSTO letto alla convocazione della Terza Commissione Provinciale

Di seguito riportiamo il comunicato letto dal CSSTO durante la convocazione della 3a commissione ambiente della Provincia di Livorno del giorno 8 Ottobre 2013:


"Egregi membri della 3a commissione ambiente della Provincia di Livorno, a nome del Comitato Sviluppo Salvaguardia Territorio ed Occupazione vi ringraziamo per l'audizione concessaci in merito all'inserimento nel piano per le attività estrattive del nuovo sito di cava in loc. Gozzone nel Comune di Rosignano Marittimo.   

Al Comitato aderiscono sia i proprietari ed i residenti nelle aree circostanti il previsto sito estrattivo, sia cittadini residenti in altre frazioni del territorio comunale o addirittura in altri comuni.


In questa zona, nel corso degli ultimi 15-20 anni, sono sorte e si sono sviluppate numerose aziende agricole ed agrituristiche a dimensione familiare, condotte in gran parte da persone giovani e con figli, capaci di creare un indotto economico e di valorizzare il patrimonio edilizio storico, l’agroalimentare di qualità, l’ambiente ed il territorio.

Della consistenza economica ed occupazionale
di questa realtà agricola ve ne possono dar conto anche le Associazioni di categoria, che in più di un'occasione hanno manifestato la loro adesione a questa causa.

Delle potenzialità di sviluppo ne sono testimonianza i progetti concreti di nuove realtà agrituristiche con ampie ricadute occupazionali già presentati ed in attesa di approvazione da parte del Comune di Rosignano Marittimo.

Dell’importanza ambientale
della zona ne possono dar conto sia i numeri della ricettività turistica italiana ed estera, che la vicinanza alla città di Livorno.
Ciò fa si che venga fruita, specialmente nel fine settimana, da moltissimi cittadini che scelgono le nostre colline per passeggiate e trekking a piedi, escursioni in mountain bike ed a cavallo, per la caccia o semplicemente per godersi i nostri bellissimi panorami; e questo comporta un notevole indotto accessorio per molti esercizi economici (bar, ristoranti, negozi, ecc) dei paesi limitrofi, soprattutto a Castelnuovo della Misericordia e Gabbro.

L’apertura della cava comprometterebbe seriamente tutte queste attività
, il cui maggiore valore è dato proprio dalla bellezza ed integrità del paesaggio. Si verrebbe a determinare un’ingente negativa trasformazione della zona che, da territorio con altissima valenza paesaggistica e con offerta turistica altamente apprezzata in Italia ed all'estero, si trasformerebbe in un’area con al suo interno uno sterile sito industriale, col concreto rischio di fallimento ed abbandono delle realtà economiche attuali.

Realtà che già adesso soffrono pesantemente per la presenza della discarica di Scapigliato
che a causa di una gestione del tutto insufficiente diffonde nell’aria fino a svariati Km di distanza il biogas non captato che si disperde in atmosfera determinando fastidiose ed insalubri maleodoranze.

Inoltre, ben più preoccupante è la situazione se si considerano le modalità di ripristino del sito di cava
ad estrazione avvenuta, così come dichiarato nella riunione della 3a Commissione ambiente il 24 settembre scorso dall’Assessore all’ambiente Sposito: terminata la funzione estrattiva, il sito diverrebbe una discarica anche per rifiuti inerti, prolungando così per un periodo indefinito l’impatto visivo, il rumore dei mezzi d’opera, l’emissione di polveri, per non parlare dei possibili rischi per l’ambiente.

Per tutte le motivazioni sopra esposte, le diffuse attività economiche ed occupazionali presenti nell’area non possono essere assolutamente sottovalutate, né tanto meno poste in contrapposizione ad altre.
La salvaguardia dell’attività economica e del lavoro non può e non deve andare a discapito di un patrimonio collettivo di immenso valore che verrebbe irreversibilmente alterato.

A tal proposito il Comitato esprime tutta la propria solidarietà e vicinanza a quei lavoratori il cui futuro viene oggi legato alle sorti della fornace Donati.
Noi non vogliamo che la fornace Donati chiuda e che i lavoratori attualmente impiegati perdano il loro posto di lavoro. Sappiamo che oggi i turni di lavoro sono ridotti e per numerosi di loro, adesso in cassa integrazione, è certo il ricorso alla mobilità a fine anno.
Ma sappiamo anche che questa situazione non è determinata dalla mancanza di argilla o di siti estrattivi
, bensì della crisi che attanaglia il settore da anni e che le previsioni degli esperti e delle stese Associazioni di categoria ci dicono che durerà ancora a lungo.

Contemperare le due esigenze è possibile, perché non c’è alcuna necessità di aprire una nuova cava in un territorio di valore come quello dove si trova la località Gozzone: LA SOLUZIONE ESISTE, ed è a portata di mano!


Vediamo: la Donati Laterizi ha due stabilimenti, uno a Campo in Comune di san Giuliano Terme (Provincia di Pisa) e l’altro a Gabbro; il primo, già chiuso, si approvvigionava inizialmente di argilla di origine alluvionale estratta nella cava ubicata nella pianura dell’Arno, poi chiusa, e successivamente di argilla delle cave di Gabbro; il secondo utilizza miscele di argilla miocenica e pliocenica provenienti dalle cave denominate Gabbro e Staggiano, la prima chiusa e la seconda in via di definitiva chiusura, oltre a sabbie provenienti dalla cava di Poggio ai Pini in Comune di Collesalvetti. Al momento utilizza anche argilla proveniente dalle cave di pianura alluvionale del fiume Cecina situate a circa 30 Km dallo stabilimento in Comune di Montescudaio in provincia di Pisa.
I quantitativi di argilla accumulati e visibili nei piazzali sono ingenti e quelli estraibili dalle cave Nencini a Montescudaio lo sono altrettanto.
Le riserve esistenti sono certamente sufficienti a scongiurare la chiusura dello stabilimento per assenza di argilla; anzi, possono consentire di proseguire l’attività ai ritmi attuali ancora per molti anni.

Ma, oltre a queste risorse, ci sono più di 5 MILIONI DI METRI CUBI DI OTTIMA ARGILLA ALLUVIONALE, che aspettano solo di essere scavati per produrre laterizi di qualità ed a costi paragonabili, se non minori, di quelli che deriverebbero dall’apertura di una nuova cava in collina, per tempi di diverse decine d’anni.
Infatti, in Comune di Cascina, nella pianura dell’Arno, ci sono 2 nuove aree appositamente individuate dal Piano cave della Provincia di Pisa per estrazione di ARGILLA DA LATERIZI ! Ed il PAERP della Provincia di Pisa è già stato APPROVATO e pubblicato sul BURT n. 52 – Supplemento n. 169 del 27 dicembre 2012.
Questi siti sono facilmente accessibili e distano, percorrendo la S.S. 206 Emilia, circa 20 Km dallo stabilimento di Gabbro e circa 10 Km da quello di Campo.

E non è tutto, perché nel PAERP di Pisa sono individuate nella pianura di Cascina e San Giuliano più di 10 vecchie cave di argilla, sfruttate in passato per produrre laterizi, che a seguito del loro recupero consentirebbero di estrarre notevoli quantitativi di argilla, fino ad un massimo del 30% di quella estratta quando erano in attività.

Quindi, la Donati Laterizi ha a disposizione, già adesso e per i prossimi 4 – 5 anni, l’argilla delle cave di Montescudaio e può avere per i prossimi 30 – 40 anni l’argilla della pianura pisana.

Perciò, ribadiamo con forza, non c’è alcun VERO motivo di natura industriale od occupazionale per aprire una nuova cava al Gozzone !
Invece, di motivi ce ne sono, e tanti, PER NON APRIRLA !

Già nel 2001 il Comune di Rosignano, con la delibera n. 240 espresse parere negativo per l’inserimento della cava Gozzone nel PRAE,
adducendo le seguenti motivazioni: “…l’ipotesi di individuare la nuova cava in località “Il Gozzone”, ricade completamente nell’ambito delle aree di pregio per “valori paesaggistici e ambientali” che l’Amm.ne Comunale intende preservare nelle sue caratteristiche attuali; gli inconvenienti (e i guasti) dovuti all’attività estrattiva comprometterebbero irrimediabilmente l’area sub collinare interessata impedendo la realizzazione degli obbiettivi di valorizzazione e conservazione delle caratteristiche paesaggistiche e agronomiche del territorio e che quindi ne sconsigliano il suo eventuale inserimento nel PRAE”.

Infatti, la collina del Gozzone fa parte della valle del torrente Riardo, caratterizzata da rilevanti elementi che la connotano come area di assoluto valore.
Qui si citano solo i più importanti e significativi, rimandando i dovuti approfondimenti ad una specifica relazione in procinto di essere ultimata: la fortezza etrusca di Monte Carvoli; la Pieve di Camaiano dell’870 d.c., originariamente fattoria romana; la strada romana di fondo valle che raggiunge Castelnuovo; il tessuto agrario, privo di annessi e recinzioni, rimasto integro dopo le livellazioni leopoldine; le case coloniche del 1500 e la stessa casa Gozzone, inserita negli elenchi dei beni protetti; i mulini (lungo il Rio sanguigna) e le fornaci; l’Ippovia; gli elementi naturali quali la vegetazione ripariale, la fauna di interesse evidenziata dagli studi commissionati dal Comune nel 1984.

Degno di menzione è anche l’utilizzo agricolo
del territorio, in piena sintonia con il tipico paesaggio agrario toscano, connotato di vigne e di oliveti; la fattoria di Paltratico ne è l’emblema, che con 7 ha di vigneti è la più grande del Comune di Rosignano.

Per tutti questi motivi, questo Comitato si oppone e si opporrà con tutte le proprie forze ed in tutte le sedi all'inserimento nel Piano delle attività estrattive provinciale del nuovo sito in loc. Gozzone in Comune di Rosignano Marittimo.  
A questo comunicato faremo seguire un documento che in maggior dettaglio e con documentate motivazioni metterà in luce tutto ciò che finora abbiamo sinteticamente esposto.

Nel ringraziare il Presidente e tutti i membri per l'audizione concessaci il Comitato si rende disponibile in qualsiasi momento nei confronti di istituzioni, partiti, sindacati, associazioni, semplici cittadini, a confrontarsi, discutere e fornire qualsiasi chiarimento, in nome del territorio su cui risiediamo e che amiamo.


08 ottobre 2013"

Il documento sopra citato e la relativa documentazione fotografica sono stati consegnati a tutti i consiglieri.

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