I commenti dei cittadini
Citiamo qui di seguito alcuni commenti di cittadini sostenitori del "No alla cava del Gozzone". Si tratta di dati pubblici, liberamente visibili sul web (per la maggior parte sulla raccolta firme online) oppure specificamente autorizzati dagli autori.
"Rispondo al grido d'allarme del Comitato contro la cava aggiungendo la mia indignazione.
Vorrei porre l'attenzione sulla capacità del nostro Paese a farsi del male, all'autolesionismo imperante e continuativo visibile in ogni circostanza sociale, politica, culturale.
Sembra evidente che in nome dei propri interessi molti italiani sono capaci di demolire le bellezze del territorio e perfino le opere d'arte.
Il buon senso, l'amore e il rispetto per la terra sono valori inconsistenti dinnanzi al possibile guadagno.
Sono questi i pensieri che vengono in mente.
Mi associo ai pochi 'resistenti' il cui obbiettivo non è a fin di lucro, ma finalizzato a mantenere intatta la bellezza di un territorio in quanto valore ambientale, valore umano.
Aggiungo il mio grido di sconcerto alle voci del Comitato.
Benedetta Barzini
"Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro. La nostra terra vale più del vostro denaro. E durerà per sempre. Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco. Finchè il sole splenderà e l'acqua scorrerà, darà vita a uomini e animali. Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali; è stato il Grande Spirito a porre qui la terra e non possiamo venderla perchè non ci appartiene. Potete contare il vostro denaro e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa, ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia e i fili d'erba della nostra terra. Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo e che potete portare con voi, ma la terra mai." Citazione "Piede di Corvo, Piedineri"
Sara D'Amato
"Proviamo a rispettare e a tramandare il miracolo che abbiamo ereditato...... Non possiamo perdere il miracolo della natura che abbiamo la fortuna di possedere.... Quelle passeggiate immerse nella magnificenza del creato sono uno dei ricordi più belli che ho."
Primavera Chimenti
"In questo mondo sempre più pieno di asfalto, cemento.. e disastri provocati proprio dalle "opere" dell'uomo che straziano l'ambiente alterandone equilibrio e meccanismi.... non possiamo rimanere in silenzio ad assistere allo scempio del patrimonio naturale che ancora ci resta e che per fortuna (per adesso) è a tre passi dalle nostre case! Quando, fra l'altro, i presupposti per questo progetto sono più che discutibili.. Quando il disastro che ne conseguirebbe per l'ambiente e per noi che viviamo qui non sarebbe in alcun modo "compensato" dai profitti che questa cava frutterà al proprietario!!!! E' allucinante il fatto che si possa anche solo pensare di ammettere un tale progetto (in barba a tutti i vincoli paesaggistici che invece i comuni cittadini devono rispettare anche solo per mettere le persiane di casa!!!) Ed è vergognosa la spietata avidità degli uomini che non guardano in faccia a niente pur di fare i loro interessi. Basta!! Dobbiamo dare un freno a queste ingiustizie..."
Giulia Lopardo
"Siamo una specie destinata all'estinzione e facciamo di tutto per accellerare questo processo!!!"
Antonio Contini
"basta con gli interessi privati a scapito del bene comune"
Rutilio Cesari
"Questa cava sarebbe l'ennesimo schiaffo alla bellezza ed al pane che la terra ci offre, alla vita e al lavoro di tante persone, a luoghi magici che da secoli conservano il loro splendore..
Delfina Massimeo
"un'altro pezzo di paesaggio italiano che rischia di andarsene in nome del profitto."
Francesco Bonomi
"Consiglio a tutti di visitare il posto dove (speriamo di no) sorgerà la cava in modo da rendersi conto della bellezza e del silenzio di quei luoghi."
Andrew Giannola
"Ho soggiornato questa estate per alcuni giorni a Castelnuovo M.dia, girando anche per Gabbro e Nibbiaia e ne ho apprezzato la tranquillità e la bellezza della natura; non conosco nei termini il progetto della cava, ma a salvaguardia della natura da continui scempi, mi associo al grido " No alla Cava del Gozzone"!"
Alessandro Bulgarelli
"Una zona dove la natura silenziosa è in profonda armonia con gli animali e la terra. Dove un inceneritore, poco distante, già insiste non si può pensare neanche lontanamente di aprire una cava..per quale interesse si vuole deturpare ancora uno splendido angolo delle colline livornesi e della Toscana ?? per questo dico anch'io NO ALLA CAVA DEL GOZZONE..Un altro futuro è possibile costruiamolo insieme !!"
Emanuele Marcis
"Basta con le bugie di chi nascondendosi dietro il vile ricatto occupazionale,porta avanti i propri interessi a scapito dell'ambiente e della collettività!! che i politici si assumano le proprie responsabilità. NO ALLA CAVA DI GOZZONE!!!!!!"
Fabrizio Chesi
"Da quello che si legge, sembra che la Donati sia in cassa integrazione per carenza di materia prima e quindi, una volta trovato dove estrarne, garantisca una ripartenza del lavoro a tutto ritmo ! Ma chi ci crede ? Con la crisi generale e quella dell'edilizia in particolare...chi ci crede ? Poi ci sono mille altre motivazioni per opporsi a questo progetto, ma già questa scarsa considerazione nell'intelligenza degli altri basta e avanza!"
Stefano Caprilli
"Ancora un tentativo di scempio ambientale sfruttando il ricatto occupazionale. NO ALLA CAVA!"
Riccardo Scateni
"Non si può continuare a deturpare una bellezza naturale che crea turismo ed un'indotto non indifferente."
Andrea Pacini
"Chiudete per un attimo gli occhi e provate ad immaginarvi questo: il caldo sole estivo cha accarezza il viso, delle morbide colline argillose ricoperte da campi di grano dorati, dei casolari rustici con animali che pascolano liberamente... Adesso riapriteli e mentre il vostro naso viene violentato da un odore acre e rancido, vi trovate di fronte ad una gigantesca discarica, poco più avanti una collina sfregiata da una cava ed un'autostrada che sventra le colline... BASTA! IO FIRMO..."
Davide Cappannari
"Siamo stufi marci di un progresso fatto di cemento e saccheggio della natura."
Adriana Verchiani
"E' l'ora di smettere di deturpare il paesaggio ed occupare meravigliosi e produttivi siti con opere dannose."
Paolo Toschi
"Non roviniamo ancora di pù la nostra terra. Abbiamo già fatto troppi danni al nostro pianeta e alla nostra vita. Cosa vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti? Non pensiamo solo al denaro tanto un giorno dovremo lasciarlo."
Mariella Fenzi
"Appartengo al Comitato Vertenza Livorno,da anni siamo in prima fila a tutela del nostro patrimonio ambientale,per aver garantite salute,sicurezza,e futuro sostenibile. Diciamo no alle grandi opere (rigassificatore,Tav,inceneritoridiscariche...) e no alle aziende inquinanti dove vengono bruciati rifiuti che immettono nell'aria diossine e altri agenti patogeni.Per questo sostengo la lotta contro questa ennesima distruzione del nostro patrimonio paesaggistico/agrituristico a danno della popolazione,a profitto dei soliti speculatori. Dentro il buco nero della cava,chissà cosa potrebbe finire? E la filiera delle coltivazioni? Il cibo,anzichè nutrirci,ci avvelenerebbe,la natura si vendica... Per questo firmo,per una strategia di cambiamento,sostenibile,che garantisca salute e sicurezza del nostro vivere."
Renata Fontanella
"Un paese "evoluto" è un paese nel quale esiste un certo benessere, per realizzare e sostenere il quale è indispensabile avere una produttività (o valore aggiunto) elevata. Ciò significa che ogni unità di lavoro umano deve produrre una "ricchezza" maggiore di quella "standard" in un paese "non evoluto". In caso contrario il reddito di tale lavoro si contrae, con tutte le conseguenze del caso, non solo sul diretto interessato, ma, essendo l'economia un "sistema", su tutti coloro verso i quali il suddetto NON rivolge i propri consumi non disponendo di reddito sufficiente.
Rozzamente semplificando, occorre che i "prodotti" del nostro lavoro siano merce "preziosa", cioè siano caratterizzati SIA da un prezzo elevato, SIA (ovviamente) da una forte attrattiva che spinga i clienti a comprarli a quel prezzo.
Quindi, un paese di tale "tipo", dove e come dovrà orientare le proprie priorità di sviluppo?
NON sulle produzioni a basso valore aggiunto. Quali sono? Quelle realizzabili OVUNQUE, e da CHIUNQUE, perchè ci sarà sempre un paese nel quale, a causa del basso sviluppo, lavoratori affamati e/o sistemi arretrati saranno disposti a produrre a costi molto inferiori a quelli necessari per mantenere il benessere del lavoratore del paese "evoluto".
I mattoni di argilla sono un esempio. Come le forchette o le magliette.
E' dura dirlo (per i lavoratori e gli imprenditori), ma l'impresa che produce mattoni non ha comunque futuro in un paese come il nostro, perchè i mattoni costeranno, per forza di cose, sempre di più di quelli provenienti da paesi poveri, innalzando quindi il costo dell'edilizia, e quindi degli edifici, oppure impedendone le vendite ai costruttori. E l'unica possibilità per impedire questo sarebbe annullare le conquiste fatte dai lavoratori (stipendi e garanzie sociali) e dal sistema tutto (norme di sicurezza, tutele paesaggistiche, criteri qualitativi, etc.).
Viceversa, sono ad alto valore aggiunto le produzioni che più si avvicinano alla UNICITA', cioè alla non riproducibilità da parte di chiunque ed ovunque. Alta tecnologia (se la si conquista con la ricerca e lo studio); design (se veramente unico e gradevole); e tutto ciò che SOLO QUI, e solo con questa gente è possibile produrre. Ad esempio, i paesaggi, la natura, la cucina, la storia (turismo).......
La Francia ha il doppio delle visite turistiche dell'Italia, pur avendo la metà delle "attrattive". Per dirne una.
Chi abbiamo incaricato di decidere in nome della collettività, anche quando è in buona fede, è tirato per la giacca da argomenti in parte giusti, come lo spettro della disoccupazione di questi lavoratori, e capisco che è dura decidere di "buttare a mare" qualcuno per salvare la barca, ma è importante che noi tutti lo aiutiamo a capire quali sono le VERE priorità del paese.
Magari in un paese perfetto sarebbe splendido non solo preservare i nostri "valori aggiunti", ma anche investire su di essi in modo da recuperare in questo sviluppo gli sventurati che si sono trovati nella barca sbagliata, quella del basso valore aggiunto. Ma questo è un altro e più complesso discorso."
Gianluca B. di Firenze

